Il signor Giachi, o per tutti semplicemente Giachi, se n’è andato qualche giorno fa.
Lo staff dell’agenzia Grazia Neri. In basso a sinistra Giovanni Giachi, a destra Grazia Neri.
Ci sono persone capaci di segnare un’epoca, anche se il loro lavoro non è di quelli che fanno diventare famosi. Giovanni Giachi faceva un mestiere che pochi conoscono, ma è stato un mito nell’ambiente del fotogiornalismo tra gli anni ‘60 e ‘90.
Il suo nome non compariva sui giornali. Non era un direttore e nemmeno un fotoreporter di punta. Lui le foto non le faceva, le vendeva.
Con un fiuto e un talento che per molto tempo ne hanno fatto un punto di riferimento conteso e rispettato da direttori e photo editor delle varie testate italiane.
Grazia Neri, un altro mito di quel mondo con cui nel 1966 fondò l’omonima agenzia, lo ricorda così:
“Lavoravamo insieme per la News Blitz. Il capo se n’era andato lasciandoci in una confusione totale e Giachi mi propose di creare una struttura tutta nostra. Quando gli feci notare che non avevamo una lira, lui mi disse che per aprire un’agenzia non servivano soldi. E ha avuto ragione”
Il suo intuito aveva del leggendario.
“Incantava i direttori e i direttori avevano bisogno di lui perché si fidavano del suo naso, del suo capire se un servizio interessava o no.
Vendeva le foto senza guardarle. Io gliele raccontavo: c’è questo servizio, si vede questo, si vede quell’altro. Lui andava dai direttori e diceva: c’è questo servizio, si vede questo e si vede quell’altro. Questa la considero la cosa più straordinaria di Gianni Giachi”
Un grande professionista e anche un personaggio. Di origine toscana, parlava in milanese stretto con tutti. Michele Neri, il figlio di Grazia, lo ricorda così:
“A suo modo è stato un infaticabile originale romantico imprevedibile lavoratore, non ha mai avuto paura dell’incontro con l’altro, delle gerarchie. Tranquillo, a suo agio, riusciva a far ridere i direttori dei giornali mentre faceva il suo difficile lavoro di vendere”
Simpatico, ma anche temuto. Angelo Villa, che da lui ha imparato il mestiere, ricorda che
“la sua decisione di dare uno scoop a un giornale piuttosto che a un altro poteva elevare o far cadere in disgrazia un direttore, in quella che fu l’epoca d’oro dell’editoria.
Allora non c’era aria di crisi e non comandavano gli uffici marketing, come ora. Credo che lui oggi non si troverebbe bene”
Ma in quel tempo felice, Giachi ci ha saputo fare e con la sua valigetta di pelle piena delle migliori foto sul mercato, è entrato senza volerlo nella storia del fotogiornalismo. Questa frase di Grazia Neri potrebbe essere il suo epitaffio:
“ha cominciato vendendo lampadine ed è diventato il più grande venditore del mondo di fotografie“
Fonte: it.hadnews.com
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