Archive for the ‘Dale Carnegie’ Category
Perchè leggere “Come trattare gli altri e farseli amici” di Dale Carnegie per scoprire come comportarsi per farsi un amico?
Perchè non studiare la tecnica del più grande conquistatore di amici che il mondo abbia mai conosciuto?
Chi è?
Lo si può incontrare a ogni angolo di strada.Se ti avvicini,comincia a scodinzolare,se ti fermi e lo accarezzi quasi salterebbe fuori dalla pelle per mostrarti quanto gli piaci.E si sa che dietro queste dimostrazioni d’affetto non si nascondono bieche motivazioni:non vuole venderti niente e neppure ti vuole sposare.
Hai mai pensato che il cane è l’unico animale che non lavora per vivere?
La gallina deve fare le uova,la mucca deve produrre il latte,il canarino deve almeno cantare.Ma il cane vive dell’amore che dà.
Un cane non legge libri di psicologia,non ne ha bisogno.Sa per una specie di sesto senso,che può farsi più amici in due mesi mostrandosi sinceramente interessato agli altri che non in due anni tentando di indurre gli altri a interessarsi a sè.
Lasciamelo ripetere,ci si fa più amici in due mesi mostrandosi interessati agli altri che non in due anni tentando di indurre gli altri a interessarsi a noi.
Eppure tu ed io conosciamo bene persone che si comportano stupidamente per tutta la vita,cercando di attirare gli altri e indurli a interessarsi a loro.Naturalmente non funziona.Alla gente non importa niente nè di te nè di me.L’unico oggetto del loro interesse è la loro stessa persona.Ventiquattro ore su ventiquattro.
La New York Telephone Company commissionò uno studio dettagliato sulle conversazioni telefoniche per trovare qual’è la parola usata più di frequente.
Sai qual’è?
“Io”.
Fu adoperata ben 3900 volte in 500 conversazioni telefoniche.”Io,io,io,io,io…”.
Quando guardi una foto di gruppo in cui sei ritratto anche tu,chi guardi per primo?
Se si cerca semplicemente di impressionare la gente a interessarsi a te,non riuscirai mai ad avere amici veri e sinceri.Gli amici,i veri amici,non si fanno in questo modo.
E’ l’individuo che non si interessa agli altri quello che ha più difficoltà nella vita e che procura più danno al prossimo.E sono questi gli individui che falliscono nei loro intenti!
Se vuoi che gli altri ti vogliano bene,se vuoi sviluppare veramente delle amicizie,se vuoi aiutare gli altri e nello stesso tempo aiutare te stesso,tieni a mente questo principio:
interessati sinceramente delle altre persone.
Buone vendite!
Sandro
Spunti: “Come trattare gli altri e farseli amici” di Dale Carnegie
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Dale Carnegie disse:
“Esiste solo un modo su questa terra per avere la meglio in un diverbio ed è quello di evitarlo.
Evitatelo come evitereste serpenti a sonagli e terremoti.
Nove volte su dieci,una disputa termina con ciascuno dei contendenti ancora più fermamente convinto di prima di avere assolutamente ragione.”
Per risolvere problemi e affrontare errori,prima di criticare o incolpare qualcuno
pensiamoci due volte.Anzi tre.
Se chi sbaglia è consapevole di ciò che è successo e perchè è successo e sa che fare per non ripetere più lo stesso errore,non c’è assolutamente niente nulla da dire.
Non ha nessuna utilità far sentire chi ha sbagliato peggio di quanto già si senta.
Nei primi anni della mia carriera da team-leader,purtroppo tante volte,quando qualcosa andava storto,la prima cosa che mi veniva in mente
era quella di trovare a tutti i costi qualcuno da incolpare e rimproverare.
Senza pensare che nessuno ama essere dalla parte di chi riceve un rimprovero,una critica o un osservazione sgradevole.
Poi mi sono reso conto che gli errori fanno parte della natura umana.
E questo messaggio,ho cominciato a diffonderlo tra i miei collaboratori
e il modo più sicuro per farlo giungere a destinazione è stato quello di ammettere i miei stessi errori.
Dare l’esempio è molto importante.
Non si può aspettarsi dagli altri quello che non siamo disposti a esigere da sè stessi.
Ammettere prontamente le proprie responsabilità è uno dei modi di migliori per calmare le acque quando vengono mosse delle accuse.
In questo modo sono riuscito a creare un ambiente lavorativo dove le persone siano disponibili a ricevere consigli e critiche costruttive.
E’ inutile dare addosso a a qualcuno,rimproverargli continuamente la sua colpa,ciò che bisogna fare è aggiustare quanto finora fatto.
Migliorare.
Fare un passo indietro e chiedersi:come posso migliorare la situazione?
Distribuire critiche e rimproveri induce gli altri ad abbassare la testa e a nascondersi.
Ed è molto difficile che chi subisce dure critiche si assuma dei rischi,sia creativo o si esponga prendendo iniziative personali.
Si perderebbe una parte importante del suo potenziale.
L’obiettivo è il miglioramento,non l’esternazione di giudizi.
Non bisogna pensare alla valutazione delle prestazioni.
Ma allo sviluppo delle prestazioni.
Questo atteggiamento invita e incoraggia all’innovazione.
Gli elementi che accettano meglio le critiche sono quelli che sono sinceramente interessati a migliorare,quelli che cercano di ottenere il cinque per cento in più di quanto è loro richiesto e accolgono di buon grado le critiche costruttive.
Uno dei punti a favore dei giapponesi è quello di far tesoro degli errori perchè è una chiave per ulteriori miglioramenti.
Quasi nessuno ama essere bersagliato di critiche,e sono decisamente in troppi quelli che amano somministrarle.
E’ raro che il fatto di biasimare qualcuno migliori da solo la situazione.
Esistono eccezioni,naturalmente.
A volte è necessario che qualcuno sia criticato in modo costruttivo.
Se l’urgenza è abbastanza pressante,se il pericolo è abbastanza grave,se l’errore è compiuto abbastanza di frequente,allora bisogna dire qualcosa.
Ma bisogna comunque criticare con tono rispettoso.
Muoversi con delicatezza.Non col bastone!
In questo modo chi ha compiuto un errore sarà più ricettivo per quello che si avrà da dire.
Sarà più predisposto se ci soffermerà sulle cose che fa bene oltre che su quelle che non fa a dovere.
“Il processo di critica dovrebbe iniziare con la lode e l’onesto apprezzamento”,dice Carnegie.
Mary Poppins certo pensava più o meno questo quando cantava:“Basta un poco di zucchero e la pillola va giù”
Per concludere,quando hai bisogno di ricordartelo ripensa all’antica favola di Esopo della gara fra il vento e il sole…
Il vento e il sole ebbero un giorno una discussione su chi dei due fosse il più forte.
Il vento propose una gara e, vedendo un vecchio avvicinarsi lungo la strada,pose così i termini della scommessa:
il primo che fosse riuscito a indurlo a togliersi la giacca avrebbe vinto. Il sole accettò e il vento partì per primo.
Soffiò sempre più forte finchè le sue raffiche raggiunsero la forza di un ciclone. Ma più il vento soffiava,più l’uomo teneva stretta a sè la giacca.
Quando il vento cedette,toccò al sole.
Il sole si profuse sull’uomo gentilmente,e diventò sempre più caldo finchè questi,detergendosi il sudore dalla fronte,si tolse la giacca.
Il sole rivelò al vento il suo segreto: la delicatezza e la cortesia sono più forti della forza e della furia.
La stessa regola vale per clienti,dipendenti,collaboratori e amici.
Saluti
Sandro
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“Se vuoi prenderti il miele non prender a calci l’alveare”
Questo antico proverbio cinese mette in risalto il fatto che la forma e il tono dell’espressione nella comunicazione sono importanti quanto la sostanza.
Invece di criticare,condannare e recriminare l’operato delle persone,cerca invece di capirle e di immaginare perchè la gente fa ciò che fa:è molto più utile ed interessante,oltre a generare simpatia,tolleranza e gentilezza.
Le critiche sono inutili perchè pongono le persone sulla difensiva,feriscono l’orgoglio,suscitano risentimento e le fanno sentire impotenti creando uno stato di chiusura che impedisce di migliorare la situazione.
Eccoti gli elementi e le frasi che ti impediscono di prenderti il “miele”:
PREDICARE
cioè consigliare ciò che è giusto o sbagliato
secondo la propria morale e,sulla base di ciò
criticare il comportamento altrui.
PUNTUALIZZARE
ovvero specificare continuamente
quello che vogliamo che l’altro faccia.
E’ irritante e fastidioso per chi ci ascolta sentirsi spiegare
per filo e per segno come dovrebbe comportarsi.
Questo atteggiamento provoca nell’altro come reazione,
il desiderio di trasgredire le regole alle quali
dai molta importanza.
RINFACCIARE
è forse l’elemento più distruttivo
in una relazione interpersonale.
E’ davvero difficile poter cambiare
i comportamenti e gli atteggiamenti
rinfacciando colpe,favori,ecc…
Questo elemento scatena rabbia e frustrazione.
“NON SONO D’ACCORDO”
può capitare di non condividere
quanto detto o fatto dall’altro,ma non per questo
bisogna comunicarglielo espressamente.
Meglio dire:
“Capisco il tuo punto di vista
e credo che può esserci un modo ancora più efficace per…”
“TE L’AVEVO DETTO”
frase che scatena irritazione in chi la riceve
Se sono già incazzato per l’errore che ho fatto,
il fatto che me lo si faccia notare
non mi aiuta di certo,
anzi,mi fa incazzare ancora di più
con me stesso e….con chi me lo ha detto!
“LO FACCIO SOLO PER TE”
non fare mai pesare all’altro
quello che facciamo per lui.
Se impari a non pretendere un riconoscimento
per il tuo sacrificio,
l’altro se ne accogerà
e ti sarà doppiamente grato:
1-per il favore ricevuto
2-per non averglielo fatto pesare.
“LASCIA….FACCIO IO”
puoi far sembrare il tuo agire
come un atto di gentilezza
nei confronti dell’altro
ma in realtà provochi umiliazione e demotivazione.
Un aiuto non richiesto danneggia.
Il messaggio nascosto è:
“Lascia fare a me perchè tu non sei capace”.
L’USO DELLA PAROLA “MA”
“Sono completamente d’accordo con te,ma….”
MA???Cosa vuol dire???
La parola “ma” è una delle parole
più distruttive del linguaggio umano.
Crea istintive resistenze nell’interlocutore.
Esiste un piccolo ed efficace segreto:
sostituire la parola “ma” con la parola “e”
“Sono completamente d’accordo con te,e c’è un
altro punto con cui concordo…”
In questo modo inserisci la tua opinione
in aggiunta e non in contrasto.
Saluti
Sandro
spunti da “La pentacomunicazione” di Massimo Piovano
“Come trattare gli altri e farseli amici” di Dale Carnegie
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