Archive for the ‘successo’ Category

Di seguito ho trascritto tutta la traduzione, che  è comunque in italiano sulle immagini del video, ma ho pensato che a volte ci si distrae guardando le espressioni davvero imperdibili di Tony.

Bene, quello che dobbiamo fare è attuare un cambiamento degli standard mentali e delle nostre abitudini.
E’ lì che avviene la vera trasformazione.E in nessun altro posto.
Vi do subito un esempio semplice e efficace.
Se volete conoscere ciò che fa la vera differenza nella vita delle persone,
alla fine tutto si riduce alle cose capaci di produrre il maggior cambiamento, la svolta.
Lasciate che vi dica una cosa:
Per vivere una vita straordinaria dovete avere una mente straordinaria, è vero?
Cosa significa mente straordinaria?
Vivere in uno stato mentale capace di condizionare positivamente il nostro sistema nervoso,
il corpo, la fisiologia e il “focus”,ovvero la nostra capacità di concentrazione,
affinchè siano al massimo delle possibilità.
Siete d’ accordo si o no?
Ora, se questo è possibile perchè non tutte le persone lo fanno?
Non certo perchè non possono.
Ciascuno di noi ha le capacità per riuscirci.
Il problema sono le abitudini e gli standard, i parametri mentali
che ci siamo costruiti.
Mi ricordo di un momento particolare, all’inizio della mia carriera,
avevo circa 24 anni…
Ero andato a Boston per tenere un corso, all’ epoca era un grande corso per me, con circa 125 partecipanti.
Era un seminario di 3 giorni, durante il quale lavorammo tantissimo.
Le persone avevano fatto dei passi in avanti straordinari ed io alla fine
ero talmente soddisfatto che mi sono trovato a pensare: “Mio Dio, ho 24-25 anni e sono così felice.
Ho trovato la vera missione della mia vita: faccio quello che amo, il mio lavoro ha un impatto positivo nella vita delle persone. Tutto questo
è straordinario!”
Così l’ ultima sera, di domenica – il corso era finito – si era fatta ormai mezzanotte, ma io ero ancora troppo attivo per andare a dormire.
Decisi quindi di fare una passeggiata e andai verso Copley Square,
un posto molto gradevole, dove si possono ammirare l’ uno affianco all’ altro edifici piuttosto antichi e grattacieli.
Insomma, stavo camminando da solo, domenica verso mezzanotte,
e ovviamente non c’ era quasi nessuno per strada.
Da lontano vedo un tipo che cammina in modo strano, barcollando tra il bordo del marciapiede
e la strada.
Indossava un lungo impermeabile e camminava con la testa ciondoloni.
trascinandosi appresso una borsa marrone.
Già da lontano iniziavo a sentirne la puzza: era evidentemente ubriaco.
Man mano che si avvicinava, pensai: “Scommetto che mi chiede dei soldi”.
E di certo, nella vita quando ci focalizziamo su qualcosa, questa tende a realizzarsi, non è vero?
Bene, il tipo si avvicina sempre di più…
io in un certo senso mi aspettavo qualche reazione…
E all’ improvviso con una faccia assurda mi si rivolge: “SIGNORE?!”
La voce e lo sguardo erano davvero inquietanti.
“Signore, mi può prestare un quarto di dollaro?”
E lì ho pensato: “Voglio davvero premiare un comportamento del genere?”
e anche “Però vorrei aiutarlo, non voglio che soffra…”
Insomma, capita anche a voi di trovarvi in un dilemma simile, a volte?
Del resto non sono io a dover giudicare…
Anni fa ho preso una decisione di dare l’ elemosina anche se la persona che me la chiede
ne farà un cattivo uso, è una sua responsabilità.
Per quanto mi riguarda se posso dare, lo faccio.
Però in quello stesso momento ho pensato: “Forse potrei insegnargli qualcosa”.
E quindi gli ho risposto con una domanda: “Tutto quello che vuoi è solo un quarto di dollaro?”
E lui: “Si, solo un quarto, un quarto mi basta per cambiarmi la vita”:
Così ho preso il mio portafogli, tirato fuori la clip con le banconote e…
sapete, all’ epoca ero ancora molto giovane e avevo appena iniziato ad avere successo.
Il mio mentore a quei tempi era Jim Rhon. Chi di voi ha sentito parlare di Jim Rohn?
Beh, una persona fantastica. E Jim era solito dirmi:
“Guarda Tony, tu hai alle spalle origini umili, e quindi ragioni da povero. Devi cambiare questa attitudine.
Anche se non hai soldi, inizia a ragionare come se li avessi.
Devi allenare la tua mente. Condizionala.
Tira fuori un paio di biglietti da 100 dollari e mettili per primi,
anche se in mezzo tutto quello che hai sono solo biglietti da 5.
Così ogni volta che tiri fuori i soldi, vedi quei biglietti da 100 dollari, ti senti più sicuro, più realizzato e ispirato.
E se questo è il tuo stato d’ animo, agirai meglio.”
Bene, tornando alla storia, tiro fuori la clip, accertandomi che l’ uomo veda bene i biglietti
da 100 dollari.
E faccio per cercare degli spiccioli.
Ovviamente il tipo guarda le banconote…
Trovo il quarto di dollaro, lo prendo e rimetto le banconote in tasca.
Il tutto, ben consapevole che il tipo non fa che fissare la mia mano
che riaffonda nella tasca.
Prendo il quarto di dollaro, lo osservo e gli dico:
“Signore, la Vita paga qualsiasi somma lei è in grado di chiedere”.
E gli dò la moneta.
E a questo punto, successe una cosa davvero interessante.
L’ uomo prese la moneta, la guardò, poi mi guardò, lanciò ancora un’ occhiata alla mia tasca…
poi di nuovo a me e alla fine mi disse: “Lei è proprio strano!”
E quindi traballando se ne andò via.
Quella notte mi ritrovai a pensare: “Qual è la differenza tra noi due?”
Io, 24-25 anni, all’ inizio della mia carriera,avevo iniziato a concretizzare i miei sogni, a seguire la missione della mia esistenza.
E lui, probabilmente già verso i 60 anni, ubriaco per strada ad elemosinare monetine.
Qual è la differenza?
Ho pensato anche: “Forse Dio mi ha benedetto, perchè sono una persona buona…”.
Ma quest’ uomo allora? Certo non era cattivo. Quindi?
Probabilmente la risposta alla domanda è proprio nelle parole che gli ho detto:
“La vita paga qualsiasi somma siamo capaci di chiedere”.
E sapete il segreto: bisogna avere intelligenza e saper chiedere.
Nella Bibbia c’è scritto: “Chiedi e ti sarà dato!”
Sì, una bella formula. Guardiamola più in profondità.
Vedete…chiedi e ti sarà dato. Sono certo che Dio ha inteso dire anche: chiedi con intelligenza.
Non penso proprio che abbia voluto dire che se uno chiede “Prostitute” oppure “Vino” lo riceve.
Non credo siano queste le istruzioni per l’ uso.
Allora, se chiediamo in modo intelligente, ci sono 5 elementi importanti di cui tener conto:
Numero 1: Chiedere in modo specifico.
Non esprimete le vostre richieste in modo generico.
E’ un errore che la gente fa di continuo.
Per esempio “Voglio più soldi”. Allora se uno vi dà un dollaro dovreste essere già contenti
e togliervi dai piedi, no?
Molto spesso, noi otteniamo proprio quello che chiediamo.
Solo che non siamo consapevoli di formulare richieste in modo generico.
LA CHIAREZZA E’ POTERE.
Quanto più chiaramente siete in grado di definire con esattezza ciò che desiderate,
tanto più il vostro cervello saprà attivarsi ad arrivare al risultato.
Il vostro cervello è un meccanismo ausiliario ad alta precisione.
Avete presente i così detti missili “intelligenti”? Anch’ essi sono guidati da un meccanismo del genere.
Si muovono sempre in direzione del target. Il target si muove? E loro lo seguono.
Il vostro cervello, se lo condizionate in modo produttivo,
sa esattamente cosa fare e trova il modo per arrivare all’ obiettivo.
A quanti di voi è capitato di acquistare un certo vestito oppure una certa auto e poi iniziare
a vederla un po’ dappertutto?
Alzate la mano.
E come è possibile? In realtà, quell’ auto è stata sempre
in circolazione, solo che voi adesso la notate.
La spiegazione è nel fatto che nel vostro cervello esiste una parte chiamata Sistema Reticolare Attivatore (RAS).
Questa porzione del cervello determina le cose di cui ci accorgiamo, quelle che notiamo.
Il nostro cervello per la maggior parte del tempo è impegnato nel fare una selezione degli stimoli che ci circondano.
Questo è essenziale, altrimenti impazziremmo.
Ma quando decidiamo quale è per noi la cosa più importante, il nostro cervello la segue.
Ogni persona di successo che io conosco ha costruito un piano RPM.
Di cosa si tratta?
Un piano RPM è costruito su una metafora:
che per andare da dove sei oggi a dove vorresti essere nel modo più veloce,
la cosa fondamentale è la potenza, l’ energia.
Proprio come in una automobile: cavalli/potenza. La R vuol dire risultati.
Queste persone sanno ciò che vogliono, con precisione.
Se non sapete esattamente cosa volete,o se vi perdete andando dietro a idee vaghe e generiche,
non arriverete alla meta.
Non raggiungerete quello che volete.
Ripeto: LA CHIAREZZA E’ POTERE.
Dovete sapere in modo chiaro e specifico il risultato che volete ottenere.
COSA VOGLIO?
E dovete essere in grado di rispondere a questa domanda in modo dettagliato.
Qui e ora.
A livello mentale, fisico, nella sfera delle emozioni, rispoetto alle vostre finanze,
o relativamente all’ aspetto spirituale della vostra vita.
Se non sapete rispondere con esattezza a questa domanda,
non riuscirete ad essere così soddisfatti come vorreste.
E oggi durante il corso, il nostro compito sarà quello di riuscire
a rispondere ad almeno una di queste domande.
P. Secondo punto: dovete conoscere il perchè delle vostre azioni.
Sapete, c’è chi ha dei grandissimi obiettivi, tipo:
diventare miliardario, portare la pace sulla Terra…
Bene, PERCHE’?
Perchè desidero questa cosa? Qual è lo scopo?
Se non riuscite a rispondere a questi quesiti, non appena si presentano le difficoltà vacillate.
E se non avete una spinta emozionale abbastanza forte, non sarete in grado
di spezzare queste barriere e procedere verso la meta.
Dovete mettervi in condizione di superare questi ostacoli, come?
Con le giuste motivazioni.
Le ragioni, i motivi che vi spingono all’ obiettivo vengono per primi,
le risposte sono una conseguenza.
Quell’ uomo di cui vi ho appena parlato non sapeva ciò che voleva
e non aveva motivazioni sufficienti.
Per chiedere in modo intelligente bisogna essere specifici.
Perchè vuoi avere sufficiente passione ed entusiasmo per realizzare quella determinata cosa?
Se non avete delle ragioni sufficientemente importanti, non otterrete dei risultati.
Infine, M.
M sta per Massivo.
Qual è il vostro piano di azione?
Qual è la cosa che vi aiuterà a riuscire?
Se una prima volta non va, e neppure la seconda, cosa farete?
AZIONE MASSIVA.
Dovete sempre accertarvi di avere un piano di azione.
In modo che se i primi due falliscono, sapete come procedere,
altrimenti vi ritroverete soltanto con delle giustificazioni sul perchè non ha funzionato.
COSA DEVI FARE PER REALIZZARE I TUOI OBIETTIVI: AZIONE MASSIVA
Quindi: chiedere in modo intelligente richiede tutte queste cose.
Per questo se davvero vogliamo avere risultati straordinari,
dobbiamo raggiungere uno stato mentale straordinario,
sapere con esattezza quello che vogliamo
e mettere in pratica tutte queste informazioni.

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“La vita ci ripaga con qualsiasi somma abbiamo la capacità e coraggio di chiedere”
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Ritornato dalle vacanze?

Io si…dopo il meritato riposo estivo, ho ricominciato a lavorare.

Si fa sempre un pò fatica a riprendere
dopo 15 giorni di completo relax :-)

Bisogna rimettersi in moto!

Ci vuole entusiasmo!

L’entusiasmo è, energia, slancio, fede;
questa parola deriva dal greco “en theós”, essere in Dio,
è una forza che ci spinge verso ciò che è elevato, ciò che ha valore;
è una spinta verso il futuro, una fede nella propria meta,
l’entusiasmo è un’esplosione di speranza.

E tu, sai accettare l’entusiasmo in te stesso? E coltivarlo negli altri?

Molti si vergognano dei loro sentimenti, del loro slancio vitale,
pensano che l’entusiasmo possa indebolire la loro razionalità
e la loro capacità di autocontrollo, ma non è affatto vero!

L’entusiasmo è una forza vitale che può essere sprecata nell’inseguire sogni ad occhi aperti,
ma che può essere incanalata in un compito costruttivo, in una ricerca razionale.

L’entusiasmo è fondamentale per convincere gli altri,
se non sei sicuro di te stesso, se non sei convinto del progetto che vai a proporre,
come credi di poter suscitare nell’altro interesse, fiducia perché possa ascoltarti?

Tra i venditori purtroppo troviamo anche persone appiattite sul presente,
sul proprio egoismo, sulla propria pigrizia, sul proprio utile
e non credono in niente perché prive di fantasia e di generosità,
che fanno di tutto per spegnere l’entusiasmo degli altri,
persone che chiuse nel loro cinismo riescono a spegnere … l’entusiasmo.

Questo è del tutto errato.
In fondo abbiamo sempre a che fare con delle persone di carne ed ossa (con sentimenti,
aspirazioni e preoccupazioni).

L’entusiasmo è l’ingrediente principale alla base di una strategia di vendita di successo.

* Recenti statistiche affermano che nel settore industriale il consenso intellettuale (su basi razionali) conclude la vendita solo nel 33% dei casi mentre tale percentuale scende al 21% nei settori di consumo.

* L‘entusiamo ed il fascino che il venditore riesce ad instillare nel compratore è la molla che permette di concludere la vendita rispettivamente nel 66% (settore industriale) e nel 78% (settore di consumo) dei casi.

* Inoltre, l’87% delle persone afferma di basare il proprio giudizio sull’azienda ed il prodotto seguendo la prima impressione. Il 91% delle persone dichiara che solamente a malincuore cambia il proprio guidizio.

Questo significa che per vendere con successo
è necessario metterci impegno ed entusiasmo fin dal primo istante.

Con ciò ti auguro un entusiasmante ripresa…

e buone vendite!

Sandro

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In base alla mia osservazione personale,
al momento della conclusione dell’affare,
i venditori di successo si differenziano dai venditori mediocri
per dodici caratteristiche:

Venditore di successo

  1. Preparazione mentale specifica (visualizzazione dell’obiettivo)
  2. Preparazione di buoni argomenti (che aiutino il cliente a decidere)
  3. Forte aspettativa positiva
  4. Forte influsso positivo sul cliente
  5. Massima concentrazione sulle trattative conclusive (e quindi sul cliente e sulle sue richieste)
  6. Calma e sicurezza in caso di obiezioni da parte del cliente e nelle situazioni critiche
  7. Grande sicurezza e forza di persuasione di fronte alle domande del cliente sul prezzo;iniziative personali volte a concludere l’affare
  8. Forte desiderio di avere successo nella conclusione dell’affare
  9. Mobilitazione della propria combattività e perseveranza
  10. Gusto e divertimento nel convincere il cliente
  11. Umore positivo anche dopo un rifiuto da parte del cliente,senza calo di autostima
  12. Coraggio di affermare il proprio pensiero e di provocare il cliente

Venditore mediocre

  1. Nessuna preparazione mentale specifica (presenza di ansia e di stress)
  2. Nessuna preparazione particolare di argomenti
  3. Frequente presenza di aspettative negative inconsce
  4. Influsso parzialmente negativo sul cliente
  5. Concentrazione sul successo finale (e non sul cliente)
  6. Insicurezza e stress in caso di obiezioni da parte del cliente e nelle situazioni critiche
  7. Insicurezza e nervosismo di fronte alle domande sul prezzo e durante i tentativi di concludere l’affare
  8. Desiderio di evitare l’insuccesso e di ottenere la simpatia e la “pietà” del cliente
  9. Rassegnazione precoce e rinuncia in caso di forte resistenza da parte del cliente
  10. Sensazione di disagio di fronte al cliente difficile
  11. Sensibile peggioramento dell’umore e crollo dell’autostima in caso di insuccesso
  12. Adattamento delle proprie affermazioni allo scopo di essere accettato e di non perdere la simpatia del cliente

Buone vendite!

Sandro

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Wilma Rudolph nacque
nel Tennessee
e pesava solo due chili.
Era il 23 giugno 1940,
era la ventesima di ventidue figli
di una famiglia di colore molto povera.

Riuscì a sopravvivere alla nascita prematura,
ma negli anni successivi,
a causa della sua salute estremamente delicata,
dovette superare una malattia dopo l’altra:
il morbillo,la parotite,la scarlattina,
la varicella e una doppia polmonite.

Quando fu colpita da poliomielite,
rischiò di rimanere zoppa nella gamba sinistra
a causa di una deformazione e nell’indebolimento del piede.

Per anni fu costretta a portare un apparecchio correttivo,
e ad andare due volte alla settimana all’ospedale per fare le terapie,
anche se l’ospedale riservato ai neri si trovava ad ottanta chilometri dal paese dove abitava.

Wilma racconterà alcuni anni dopo
”Il medico aveva detto che non sarei più riuscita a camminare.
Mia madre disse che invece avrei potuto farlo e io credetti a lei!”

Dopo anni di esercizi di riabilitazione e di costante
incoraggiamento da parte della madre,dei fratelli e delle
sorelle,Wilma all’età di dodici anni era finalmente in grado
di camminare senza stampelle,sostegni o scarpette correttive,
sviluppando un andatura ritmica che,a detta dei
medici,poteva già essere considerata un miracolo.

Ma Wilma non si fermò e decise di fare l’atleta,
iniziando a praticare altetica leggera
e specializzandosi poco per volta nelle gare su pista.

Alla prima a cui si iscrisse tagliò il traguardo per
ultima.

Tutti le dicevano di smettere,ma lei non si arrese
finchè finalmente vinse una gara.E poi un’altra.

E un’altra ancora.

All’età di sedici anni faceva parte della staffetta olimpica
americana che vinse la medaglia di bronzo nella 4×100.

Fu nel settembre del 1960 alle Olimpiadi di Roma che
Wilma Rudolph entrò nella storia diventando
la prima donna americana ad aggiudicarsi tre ori olimpici
nei cento e nei duecento metri e nella staffetta 4×100.

Alla fine,la ragazza alla quale era stato detto che non
avrebbe più potuto camminare,diventò una delle atlete più
famose di tutti i tempi.

Che cosa possiamo dedurre da questa storia?

Che Wilma ha raggiunto il risultato che si era prefissato
perchè ci credeva,credeva veramente nel profondo di sè
stessa che avrebbe potuto farcela,e poco importa che tutto
l’ambiente intorno a lei dicesse il contrario.

L’unica cosa davvero importante era ciò che lei stessa pensava.

L’ingrediente chiave del successo comincia dal credere in
sé stessi.

Molti credono che le persone abbiano un potenziale
pressochè illimitato.

Non lo sapremo mai se è vero,
ma la scienza ha dimostrato senza ombra di dubbio
che il nostro potenziale come esseri umani
è enormemente più grande di quello
che di solito utilizziamo,
stimato tra l’uno e il dieci per cento.

Di certo ognuno di noi già possiede alcune nostre
credenze,radicate nel tempo,che possono contribuire
enormemente al nostro successo personale.

Spesso tendiamo a “dimenticare”
ciò che dentro di noi crediamo davvero,
poichè la nostra attenzione
viene attratta di più dalle convinzioni limitanti del momento.

Mi spiego meglio:immagina una persona in difficoltà che è
insicura e timorosa però,pensa,per esempio:”io quando
voglio veramente qualcosa e mi impegno per quella,in un
modo o nell’altro la ottengo!”

In realtà,la maggior parte delle persone crede questo di sé.
Perchè allora avere paura di non riuscire se si è sicuri del
fatto che basta impegnarsi sul serio per farcela?

Probabilmente perchè in quel momento ci stiamo
dimenticando ciò che crediamo di noi stessi,
cioè dimentichiamo chi siamo veramente.

Se noi ci ricordassimo un po’ di più di chi veramente siamo,
al di là delle nostre paure e delle nostre limitazioni,
probabilmente vivremmo una qualità della vita superiore
e con molti meno sforzi e resistenze.

Saluti
Sandro

Spunti:“Leader di te stesso” di Roberto Re
wikipedia

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Per iniziare bene il 2009
ti propongo un passo tratto da uno dei miei libri preferiti
“Il più grande venditore del mondo” (parte II) di Og Mandino

…”Sono nato per riuscire,non per fallire.

Sono nato per il trionfo,non per chinare il capo sotto il peso della sconfitta.

Sono nato per brindare alla vittoria,non per piagnucolare e lagnarmi.

Cosa mi è successo?

Perchè tutti i miei sogni sono svaniti nella grigia mediocrità,mentre tante persone comuni sono felici per aver raggiunto traguardi insperati?

Nessuno è mai tanto ingannato da altri quanto da se stesso.

Il codardo si convince di essere soltanto cauto,e il misero pensa sempre di praticare la frugalità.

Nulla è così semplice come l’ingannare se stessi,poichè è sempre facile credere in quello che si vuol credere.

Nessuno nella mia vita,mi ha ingannato tanto quanto io ho ingannato me stesso.

Perchè ho sempre cercato di nascondere i miei scarsi risultati sotto una fitta coltre di parole,tali da abbellire il mio lavoro e scusare la mia mancanza di capacità?

Peggio ancora,ho finito per credere alle mie scuse,così che vendo volentieri i miei giorni per una manciata di monetine mentre mi consolo pensando che le cose potrebbero sempre andare peggio.

Mai più!

E’ tempo che io studi la mia immagine riflessa allo specchio,finchè vi riconosca il mio nemico più pericoloso…me stesso.

In quel momento magico,grazie a questo mio primo rotolo,finalmente il velo dell’autoinganno comincia a sollevarsi dai miei occhi.

Ora so che ci sono tre categorie di persone al mondo.

Ci sono coloro che imparano dalla propria esperienza-e sono i saggi.

Ci sono coloro che imparano dall’esperienza altrui-e sono i fortunati.

Ci sono poi coloro che non imparano nè dalla propria esperienza nè dall’esperienza altrui-e sono gli sciocchi.

Io non sono uno sciocco.Perciò d’ora innanzi mi reggerò in piedi da solo.

Getto via per sempre le mie terribili grucce,l’autocommiserazione e la poca stima di me stesso.

Non devo mai più compatirmi,mai più sminuirmi.“….

Saluti
Sandro…e buon 2009!

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Un libro,che secondo me,ogni venditore dovrebbe leggere,

è di Deepak Chopra “Le sette leggi spirituali del successo”

ho approfondito un capitolo che spiega la legge del Dare e dell’ Avere

e di come il corpo e la mente dell’ uomo interagisco non in maniera dinamica con l’Universo

e che il flusso della vita non è altro che l’interazione armoniosa

di tutti gli elementi dell’esistenza.

Mi è venuto in mente di quanti venditori abbiano interesse solo nell’Avere

e siano poco disponibili al Dare

E’ necessario Dare per Avere!

Poichè l’Universo si basa su uno scambio dinamico,

niente è statico.

Ogni relazione si basa su di uno scambio reciproco:dare e avere.

Il dare genera avere e viceversa

quanto più si dona tanto più si riceve

perchè tutto quello che ha valore può essere moltiplicato

soltanto se viene donato

ma il dare,il donare,se non è sincero

non aumenterà il suo valore.

Se desideri gioia donala agli altri

se desideri essere apprezzato e considerato

impara a considerare e apprezzare gli altri

ma lo stato d’animo deve essere quello di dare per il piacere di farlo.

Il sistema più semplice per avere tutto ciò che desideri

è di aiutare gli altri ad avere quello che desiderano.

ciao
Sandro

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Un contadino,durante una passeggiata in montagna,
trovò un uovo di aquila e,tornato alla fattoria,
lo mise nel nido di una chioccia.

L’uovo si schiuse contemporaneamente a quelli della covata,e l’aquilotto crebbe insieme ai pulcini.

Per tutta la vita fece quello che facevano i polli del cortile,credendo di essere uno di loro.Frugava il terreno in cerca di vermi e insetti,chiocciava e schiamazzava,scuoteva le ali alzandosi da terra di qualche centimetro.

Trascorsero gli anni,e l’aquila divenne molto vecchia.un giorno vide sopra di sè,nel cielo sgombro di nubi,uno splendido uccello che planava,maestoso ed elegante,sorretto dalle forti correnti del vento,muovendo appena le robuste ali
dorate.

La vecchia aquila alzò lo sguardo,stupita.”Chi è quello?”Chiese.
“E’ l’aquila,il re degli uccelli” rispose un pollo che era lì vicino.
“Appartiene al cielo.Noi invece apparteniamo alla terra.Perchè siamo polli.”

E così l’aquila visse e morì come un pollo,perchè credeva di essere tale.

Fonte:i A.De Mello.”Messaggio per un aquila che si crede un pollo”

Questa storia mi fa domandare:
come può un venditore pensare di svolgere con professionalità la sua attività se mentre fa una presentazione,spiegando le caratteristiche del suo prodotto o servizio,crede che il cliente non sia interessato e che quindi non comprerà mai?

Questa credenza condizionerà la qualità della sua presentazione e si trasformerà ovviamente in un risultato negativo: il cliente con ogni probabilità non acquisterà.

Questa credenza limitante è “una zappata sui piedi” che impedisce al venditore di raggiungere il suo obiettivo:chiudere positivamente una trattativa.

Agendo come l’aquila che credendo di essere un pollo,si comporta come tale.

Un proverbio americano dice:“Potete,se credete di potere”

Se non credi di poter raggiungere i tuoi obiettivi,al di là delle difficoltà oggettive,non sarai mai in grado di farcela: sei tu stesso la prima causa dell’insuccesso.

Molti uomini,anche al di fuori del campo della vendita,hanno raggiunto traguardi ambiziosi o addirittura ritenuti da altri irraggiungibili,grazie alle loro credenze.

Avevano una grande fiducia in quello che stavano facendo e anche di fronte a tutte le circostanze sfavorevoli che potevano incontrare,le loro credenze avevano la meglio su ogni difficoltà.

Credere di non essere capace è un pericoloso nemico per un venditore.L’unico modo per poter avere successo è cambiare le proprie credenze:DI ESSERE UN AQUILA E NON UN POLLO.

Saluti,
Sandro

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Qual’è la differenza tra un venditore di successo ed un cattivo venditore?

Quando un venditore di successo si imbatte in un cliente riluttante,

fermamente convinto di non aver assolutamente interesse per il suo prodotto/servizio capisce grazie al suo intuito e alle precedenti esperienze se il cliente non è davvero interessato ad un colloquio
oppure se si tratta solo di un atteggiamento difensivo.
Nel primo caso mollerà il colpo per non sprecare tempo ed energia.
Nel secondo caso valuterà se condurre il cliente in uno stato d’animo migliore
e fare un’analisi per convincersi delle sue possibilità di successo.

Cosa fa invece un cattivo venditore?
Non avendo esperienze precedenti ha avuto pochi successi in circostanze del genere.
Quindi si fa intimidire dall’atteggiamento difensivo del cliente e si rassegna.
Oppure si ostina a portare avanti la trattativa con un cliente completamente privo di interesse,sprecando così tempo ed energia.
Nel primo caso avrà una delusione.
Nel secondo stress evitabile.

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