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La formazione, in un’azienda commerciale, tende a dare al venditore una minima conoscenza tecnica dei prodotti e una capacità di migliorare la propria personalità.

Ad esempio, alcuni degli argomenti più importanti per la vita reale insegnati dalle aziende migliori  sono i seguenti:

  • Un atteggiamento orientato al successo
  • Capacità di leadership
  • Capacità di comunicazione
  • Capacità relazionali
  • Superamento di paure personali, dubbi e mancanza di fiducia in se stessi
  • Superamento della paura del rifiuto
  • Capacità di gestione del denaro
  • Capacità di investimento
  • Capacità di assumersi responsabilità
  • Capacità di gestione del tempo
  • Definizione degli obiettivi
  • Abbigliamento adeguato per il successo

Qualunque sia il risultato raggiunto nell’attività, la formazione è preziosa anche per il resto della vita.

Per essere efficace un’istruzione che cambia la vita deve riguardare gli aspetti:

L’istruzione tradizionale si concentra principalmente sull’istruzione mentale. Queste sono chiamate capacità cognitive.

L’istruzione tradizionale sfrutta l’emozione della paura: paura di fare errori, che conduce alla paura di fallire.

Pensi che avresti imparato ad andare in bicicletta se mentri facevi i primi tentativi qualcuno ti avesse punito ogni volta che cadevi, oppure ti avesse messo un brutto voto giudicando le tue performance?

La scuola che tutti noi abbiamo frequentato si basa sulla punizione come stimolo all’allievo; i più bravi sono premiati, ma sono spesso visti come persone diverse.

Paradossalmente essere bravo, per molti alunni, è un peso insopportabile.

Nel mondo della vendita sei incoraggiato ad imparare facendo errori, correggendoti e diventando più intelligente sia mentalmente che emotivamente, e una volta che hai più fiducia in te stesso, la tua vita è cambiata per sempre.

L’apprendimento è un processo fisico, oltre che mentale; leggere e scrivere sono processi fisici, così come imparare a giocare a tennis.
L’apprendimento fisico si ottiene uscendo ed affrontando le proprie paure attraverso l’azione, facendo un errore, imparando dall’errore e diventando più forte sul piano mentale, emozionale e fisico nel corso di tale processo.

Una buona azienda ti prenderà per mano e ti guiderà, ma se non vuoi farti tenere per mano, non ti terranno per mano.

L’aspetto spirituale è quello che ci spinge ad andare oltre ai nostri limiti mentali, emotivi e fisici; limiti che spesso definiscono la nostra condizione umana.

Nel film Braveheart, Mel Gibson urla:

“Possono uccidere i nostri corpi, ma non possono prenderci la libertà!”

Toccando lo spirito dei propri uomini, sconfigge le emozioni della paura e del dubbio.

I leader più affermati hanno la capacità di parlare allo spirito umano.
Questo è il potere di una istruzione che cambia la vita.

Martin Luther King il 28 agosto del 1963 davanti al Lincoln Memorial di Washington al termine di una marcia di protesta per i diritti civili pronunciò un discorso memorabile:

I have a dream (Ho un sogno) con il quale cambiò la condizione mentale di milioni di persone.

Ed è proprio il sogno, il desiderio di migliorare, che cambia la vita di noi esseri umani.

Fonte

Prima di leggere questo articolo guarda il video di Paperino alle prese con i clienti mentre svolge la vendita porta a porta.

L’utilizzo efficace della voce nella comunicazione e nella vendita. L’efficacia della comunicazione è determinata da cosa viene detto e da come viene detto. Alcune ricerche hanno evidenziato che “il cosa” influisce al 7%, “il come” al 93%! In questo 93% l’uso efficace della voce è importantissimo.

Un venditore deve saper usare bene la sua voce perché come l’allievo che si annoia non impara, così il cliente che si annoia non acquista. Dovrebbe far di tutto per migliorare l’espressività e la chiarezza della propria voce. Una proposta di acquisto può essere ottima ma da sola non basta per raggiungere l’obiettivo. Bisogna lavorare sul tono di voce per renderla persuasiva.

Anche la più bella poesia di questo mondo, non recitata bene, sembrerà mediocre. Non sarà sufficiente saperla articolare bene dal punto di vista concettuale, è necessario che sia tecnicamente presentata bene con la voce. Per migliorare la voce non basta migliorare la dizione. Dalla dizione dipende la chiarezza mentre l’espressività è creata dall’enfasi, dalle variazioni di volume e dai cambiamenti di velocità. E’ la discontinuità che attrae l’attenzione perché se si parla sempre alla stessa velocità, con lo stesso volume alla fine il pubblico si addormenta. Come una cantilena monotona alla fine ci fa assopire.

Quando reclutavo nuovi venditori, facevo una sorta di provino, per rendermi conto del loro punto di partenza. Prendevo un libro o una rivista e li facevo leggere. “Bene”, dicevo, “ora leggi questa pagina”. In molti si stupivano di questa mia richiesta. Non avevo nessuna intenzione di dare dei consigli particolari di dizione, ma soltanto capire se sapevano far sentire in un testo scritto, di esemplare semplicità, dove sono i punti e le virgole. Ho scoperto che molte persone, quando si propone loro un testo per la prima volta, neanche sanno rispettare la punteggiatura. E la punteggiatura è solo l’inizio… Usarla al momento giusto è un’arte preziosa. La punteggiatura è il primo ausilio scritto che esiste per dare ritmo al discorso.

Imparare non solo cosa si dice ma anche come deve essere detto, come rispettare le pause, le parole da enfatizzare; è un mezzo potente per imparare a parlare. Questo esercizio risultava importantissimo perchè piano piano acquisivano la consapevolezza del tono e di conseguenza la padronanza della loro voce. E’ importante che si presti attenzione al cosa e al come. Molti si concentrano sul cosa e perdono di vista il come.

La voce è indispensabile per instaurare un rapporto di fiducia con il cliente, per catturare e mantenere alta l’attenzione, eliminare i malintesi e raggiungere un’elevata capacità persuasiva. La tua pillola della voce, come quella di Paperino, è il costante lavoro che fai su te stesso ogni giorno, per diventare un venditore di qualità.

Buone vendite!
Sa

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Riporto le mie impressioni sullo straordinario evento a cui ho partecipato il 15, 16 e 17 aprile 2011 a Rimini:il “Millionaire Mind Intensive” di T.Harv Eker autore di un bellissimo libro “I Segreti della Mente Milionaria”.

All’evento hanno partecipato più di 3000 persone e ho avuto il piacere di incontrare tantissimi amici, colleghi e fans :-). Vedere dal vivo le persone che  popolano il web non ha paragoni: Josè Scafarelli (nella foto con me qui sotto), Italo Cillo e sua moglie Francesca Forcella,  Max Formisano (anche se non ho avuto il piacere di relazionarci) e il suo braccio destro Giovanna Becce, Max Cecco, Viviana Taccione (Leonardo di Paola mi è sfuggito), Oliver Dobre.  Tre giorni davvero intensissimi per resettare una mentalità limitante e far spazio ad una mente  rivolta alla ricchezza e alla prosperità. Ci sarebbero tantissime cose da dire ma mi soffermerò su quelle che mi hanno più coinvolto.

Per avere il pieno controllo dei soldi Eker, con il supporto del brillante Marcus de Maria, ha presentato il sistema dei 6 conti o barattoli nei quali suddividere le entrate. Ogni conto/barattolo ha uno scopo ben preciso: 1.Conto della libertà finanziaria: detto anche “La gallina dalle uova d’oro”. Qui ci va il 10% e questo capitale non si spende (serve per investire e per creare rendite passive). 2.Conto dei risparmi da spendere nel lungo termine: istruzione figli, acquisto automobile, casa, vacanza, estinzione debiti, ecc… Anche qui si mette il 10%. 3.Conto della formazione: con questi soldi vanno investiti per la crescita personale (libri, seminari, corsi…). 10%. “Se pensi che l’istruzione sia costosa, prova l’ignoranza” Ben Franklin. 4.Conto delle Necessità: soldi spesi quotidianamente (cibo, gas, luce, assicurazione, parrucchiere, affitto, vestiti, riparazioni auto, benzina, make up, iscrizione palestra, ecc…). In questo conto ci va il 55% e se non ti basta per vivere: SEMPLIFICA. 5. Il Conto del Gioco: divertimento, massaggi, ecc…Regola: devi esaurire il conto del gioco mensilmente! Il 10% va in questo conto. 6.Conto del dare o della Generosità: da evolvere in beneficienza. 5%.

Per circa 13 ore al giorno Eker e De Maria ci hanno tenuti fuori dallo stato di comfort facendoci balzare da stati euforici d’entusiasmo, a emozioni belle e brutte fatte riemergere dalle profondità dell’inconscio. Tutto quello che siamo ora è il frutto dei condizionamenti ricevuti nel passato e per poter conquistare una mentalità vincente e milionaria abbiamo bisogno di ripulirci dalle credenze limitanti e sabotanti e da questo stato ripartire. Dal gioco del bruciare un biglietto da 100 euro per verificare l’attaccamento al denaro al gioco dalla freccia su cui scrivere una credenza limitante per poi spezzare con l’aiuto di una persona appoggiando la punta nel “buco” del collo (uno dei punti più delicati del corpo) appena sopra lo sterno qui puoi vedere il video di Josè. Interessante anche il giochino del trovare un centesimo per terra, dopo averne sparsi per la sala a nostra insaputa. O quello di girare per i corridoi facendo complimenti sinceri. Hanno fatto un grandissimo lavoro: prova ad immaginare più di 3000 persone che si abbracciano, danno il cinque, piangono, ridono, cantano e condividono i propri dolori e successi. Good Job!

Ragazzi devo condividere con voi il fatto che secondo me Eker è uno dei più grandi venditori che abbia mai conosciuto. Vendeva libri, corsi e seminari dal palco. Senza fare alcuno sforzo la gente si precipitava ad acquistare. Un migliaio di libri venduti in 10 minuti applicando la tecnica della scarsità! Corsi e seminari da migliaia di euro prenotati ed acquistati nell’arco dei tre giorni. C’è chi dice che in questo week end abbia incassato qualcosa come 3 milioni di euro. I-N-C-R-E-D-I-B-I-L-E! Facendo leva su svariate emozioni con l’utilizzo di tecniche persuasive ed ipnotiche ha veramente dimostrato di essere veramente quello che è: un vincente.

Grandissima anche l’altissima qualità del materiale didattico fornito, tra le altre cose ci hanno dato anche i compiti da fare a casa 🙂 : un programma di condizionamento alla ricchezza della durata di 90 giorni.

Per me è stata una grandissima esperienza. A marzo 2012 parteciperò ad un altro dei suoi seminari della durata di 5 giorni: il “Guerrilla Business Intensive” a Roma per accelerare il viaggio verso il successo in qualsiasi attività commerciale.

Ringrazio di cuore la mia amica Gabriella Galbiati (con me nella foto qui sotto) con la quale ho condiviso queste tre intense e fantastiche giornate.

Un saluto particolare a Marco Cappi, un mio lettore del blog che ho avuto il piacere di conoscere. Un abbraccione a Eleonora Paoli e ad Anna Lombardini. Se avessi dimenticato qualcuno chiedo perdono.

Se anche tu eri presente ti aspetto qui sotto nei commenti per condividere le impressioni ed emozioni di questo straordinario evento. Se non c’eri ti consiglio di partecipare assolutamente la prima volta che ne avrai l’occasione.

Buone Vendite! Hai una Mente Milionaria!

Un giorno un ragazzo di ventidue anni, appena all’inizio della sua carriera di venditore porta a porta mi chiese:

“Quanto ci metterò per riuscire ad evitare tutte le obiezioni e tutti i ‘no’ che costantemente ricevo da tutte le persone a cui busso alla porta?”

Parlando con lui è saltato fuori che nell’ambiente precedente in cui aveva lavorato come venditore non c’era bisogno di cercare nuovi potenziali clienti, ma erano i clienti a chiamare per un appuntamento a vedere una presentazione.

Il suo era un classico caso di non gradimento nel dover andare al di fuori della propria zona di comfort.

E questo lo faceva sentire costantemente sconfitto.

Nonostante i suoi sforzi, non riusciva a scrollarsi di dosso quella sensazione di sentirsi rifiutato.

Mi venne in mente una brillante agente di vendita, con cui lavorai anni fa, che per avere la motivazione sempre al top, immaginava se stesso come un ‘cacciatore di tesori’  proprio per far fronte al costante flusso di ‘no’.

Pensava a chi lavora in miniera per trovare diamanti, e su quanto lavoro si debba fare per trovarne.

E di quante tonnellate di terra devono essere spostate solo per trovare qualcosa delle dimensioni di un sassolino.

Allora chiesi al ragazzo:

” Quanto sarebbe reale che un diamante scintillante venisse fuori alla prima vangata di badile? E come potrebbe un’Azienda pagare migliaia di euro di commissioni se fosse così facile?”

Inducendolo così a pensare a sè stesso in modo diverso.

Accettò il fatto che vincere una vendita non è diversa da una caccia a pietre preziose; solo una piccola percentuale dell’attività svolta porterà alla realizzazione di un risultato.

Colpì nel segno.

Cominciò a ricevere i ‘no’ come colpi di badile e cominciò a vivere il porta a porta come una vera e propria caccia al tesoro.

Ci fu una differenza precisa nel suo atteggiamento.

Una semplice analogia riformulata ha cambiato l’esperienza e solo attraverso questa, la sua motivazione aumentò vertiginosamente.

C’è un sacco di potenza nel riformulare una situazione difficile.

Non si deve essere negativi solo perché la saggezza convenzionale suggerisce così.

Qualcuno ha avuto un’esperienza simile in cui un semplice esercizio di riformulazione ha avuto un cambiamento enorme?

Se non hai mai sentito parlare di lui ti sei perso qualcosa di speciale. Il suo palcoscenico, la strada; il suo prodotto, un pelapatate.

Joe Ades, l’uomo che per anni ha venduto a 5 dollari un pelapatate svizzero per strada. Noto a molti come il signore dai capelli bianchi che vendeva pelapatate appena fuori dalla Union Square Greenmarket di New York. Ne ha venduto a milioni  sicuramente amava la strada, anche se è stato tutt’altro che un  uomo senza fissa dimora.

Joe Ades è stato oggetto di numerosi articoli su riviste che raccontano il suo percorso quasi dickensiano: da Manchester, in Inghilterra, alle strade di New York City.

In questa foto un articolo pubblicato su Vanity Fair.

Il New York Times offre un tributo a Joe Ades, uno dei personaggi veri di New York. Suoi profili si trovano sul Daily News, Vanity Fair , News Network e Wikipedia.

C’era qualcosa di speciale in Joe Ades, il venditore ambulante di strada più attraente.

Ciò che la maggior parte della gente non sapeva su Joe Ades è che lui viveva in un appartamento di Park Avenue, e guidava una Bentley. Di giorno, indipendentemente dal tempo, al suo banchetto vestito in giacca e cravatta a vendere pelapatate. La sera frequentava i migliori ristoranti sul lato est di Mahattan.

Viveva in un appartamento Upper East Side, pranzava in ristoranti costosi e indossava abiti Chester Barrie di fabbricazione inglese e audaci camicie e cravatte di Turnbull & Asser.

Beveva solo champagne e mai da solo. La sua marca preferita era Veuve Clicquot. Tutto questo l’aveva raggiunto grazie alla sua efficacia come venditore.

Perché aveva così tanto successo? Joe era un trascinatore,  l’uomo giusto per fare affari.

Ha sempre creduto nel suo prodotto, e sapeva che un buon prodotto, ha il potere di fare grossi volumi di vendita. Credeva nel suo prodotto, credeva in sè stesso, e amava quello che stava facendo, non aveva paura di lavorare duro. L’uomo con gli abiti da mille dollari vendeva il suo pelapatate a 5 dollari negli angoli delle strade della città di New York per sei giorni alla settimana, dieci ore al giorno. Joe Ades è una fonte di ispirazione per tutti gli uomini che vogliono fare affari. “Se hai un buon prodotto la gente verrà da voi a cercare il prodotto, e farete i soldi per la quantità che ne vendi, non dal singolo valore di ciascuno.”

“Amava la strada più che ogni altra cosa – dice sua figlia Ruth – aveva imparato i trucchi dell’arte della vendita da adolescente in Inghilterra, durante la seconda guerra mondiale. Il suo percorso da venditore nacque dopo l’esposione di una bomba, nel bel mezzo del centro di Manchester. Fu lì, in mezzo alle macerie, che trovò la sua vocazione. Girando tra i mercatini improvvisati sorti dal nulla, fu incuriosito dalla merce: lacci delle scarpe, miscele per la tosse e ogni genere di piccole cose; i venditori erano per lo più uomini molto più anziani di lui, rimase impressionato più che altro dal loro modo di vendere: erano uomini di spettacolo e che la maggior parte degli oggetti venduti per strada erano piccole cose quotidiane a prezzi molto economici. Fu per lui una lezione importante: non sottovalutare mai una piccola somma di denaro. È stata una lezione che mio padre non ha mai dimenticato.”

Ben presto il ragazzo di Manchester iniziò ad attrarre le proprie folle. Prima in Inghilterra, poi in Australia e in Irlanda prima di trasferirsi a New York City nel 1980.  Joe ha venduto un sacco di cose da quando aveva 15 anni. “Ho venduto cose più economiche prima del pelapatate.” dice Joe. “La gente diceva: ‘Come si può fare soldi vendendo qualcosa per un dollaro? Si vende molto, eccome. Molto. C’era un tizio in Trafalgar Square che vendeva pacchetti di becchime ai turisti. Vendeva per uno scellino un pacchetto di mangime per piccioni. Possedeva condomini, così va la storia.”

Non ha mai detto a nessuno quanti pelapatate ha venduto, probabilmente perché curava solo la vendita – che era la cosa che aveva fatto per la maggior parte della sua vita – biancheria, tessuti, gioielli, giocattoli e libri per bambini. Poi, facendo un giro in una fiera, qualcuno stava vendendo pelapatate e lo vide come un fantastico articolo da vendere per la strada.

Dai libri per bambini, optò per i pelapatate. “I libri erano troppo pesanti da portare in giro.” disse Joe.

“Era molto entusiasta delle carote”, afferma Sara Mason, un assistente di merci a Barnes & Noble che lo vedeva lavorare. “E anche delle patate.”

In realtà, Joe credeva che il suo pelapatate, scoperto in fiera, poteva affettare di tutto, ma saggiamente scelse di concentrarsi su carote e patate. “Faceva sembrare la cosa davvero divertente”, dice Julie Worden, un suo ammiratore. “La sua voce, non si poteva fare a meno di notarla”, dice Gordon Crandall, riferendosi all’accento britannico da annunciatore radio di Joe.

Il suo trucco, secondo David Hughes, è stato quello di parlare con un tono di voce molto alto.

Joe mi diceva: “Non bisogna aver paura di parlare con sè stessi a voce alta”.

Il suo era un particolare tipo di teatro da strada. Era ipnotico.

Joe Ades nell’attirare l’attenzione della gente era un artista.

Come un attore, aveva un senso del ritmo e dei tempi.

Una volta che iniziava a parlare ad alta voce, qualcuno cominciava a fermarsi solo per vedere il suo stile appassionato di vendita.

Con bidoni pieni di verdure, Ades dimostrava l’utilità del suo sbucciatore d’acciaio inossidabile svizzero che ha fatto di lui un uomo ricco (uno per $ 5, due per $ 10, cinque per $ 20).

Era come se parlasse a sè stesso, assorto nella gioia nel pelare carote e patate.

Abilmente, mostrava come fosse facile tagliare alla julienne o in stelle le carote.

(“Falle così per i tuoi bambini e li vedrai mangiare verdure”).

Un performer nato, Joe aveva fatto del marciapiede il suo palcoscenico.

“Se tu lo fai bene, vieni pagato, lo fai male, non vieni pagato”, ha detto in una intervista del 2008.

“E’ così semplice”. “Devi far provare un brivido, sempre un brivido”.

Ha venduto pelapatate svizzere di alta qualità per 15 anni tra il 1994 e il 2009.

Joe Ades fece abbastanza soldi da permettersi abiti da $ 1000 e un appartamento in Avenue Park.

Si dice che una volta fece $ 100.000 in un week-end.

“E’ un modo molto facile per ottenere una folla”, egli spiega.

“Quando sei giù in basso, la gente che passa può vedere la parte posteriore della folla, ma non sanno cosa stanno osservando.

Devono fermarsi e guardare per vedere che cosa quelle persone stanno guardando.

Una donna si ferma a guardare. Poi un altro. E un altro ancora.

Il vecchio venditore li ignora fino a quando i tre sono uniti da un cerchio di altre persone.

Solo allora alza lo sguardo e porgendo una carota lunga…

“Qui”, dice tranquillamente a una donna, “provi lei da sola. Basta tirare il pelapatate lungo la carota. Rapidamente”.

E col suo stile inglese le fa un sorriso.

Joe continua la sua dimostrazione.

Le persone in fondo alla folla non vedono perché lui resta seduto.

“Avvicinatevi”, sussurra.

“Io non chiedo soldi.”

“Potete continuare lo stesso a tenere sott’occhio il vostro orologio. ”

“La donna fruga nella borsetta, tira fuori alcune banconote e le dondola li davanti.

Egli ignora i soldi.

“Ora, perché dovresti comprare quattro pelapatate se durano tutta la vita?” Chiede retoricamente.

I suoi occhi finalmente prendono contatto con la donna che ha in mano cinque dollari.

“Beh, avrai quattro amici,” il vecchio risponde alla sua stessa domanda.

“ecco perché puoi comprare altri quattro pezzi!”

E lei lo fa…
Si dice che nel Café Pierre dove andava a sorseggiare champagne, alcune persone gli chiesero cosa facesse per vivere.

Alzando il suo bicchiere per lo stelo, Joe avrebbe detto semplicemente: “Io vendo pelapatate”.

“Che cosa fai?”: nessuno credeva che la sua risposta

“Io vendo pelapatate per strada.”

Nelle mani di un buon venditore, anche un semplice pelapatate può avere grande fascino.

In una città da un milione di storie come New York, Joe Ades spiccava in mezzo alla folla come un elegante e  affascinante ambulante che vendeva un semplice strumento…

Un pelapatate appeso in un negozio in vendita per un dollaro ha una potenzialità.

Deve essere dimostrata. Per questo Joe amava i pelapatate. “Mi piace per diversi motivi”, diceva.

“E’ portatile, funziona alla grande, non ho mai sentito una lamentela. Mai e poi mai.”

Camminando per le vie, spingendo il suo carrello spesso veniva fermato da sconosciuti che gli dicevano con il cuore: “Signore, sei il più grande venditore di New York!”

Gli piaceva, il riconoscimento e non è mai stato scortese, ma in privato ha cavilli circa l’uso della parola “venditore”.

“Io non potevo vendere” spiegava.

“Non riuscivo a vendere immobili o automobili, per esempio.”

“La cosa più insolita che ho venduto, comunque sono stati alberi di Natale nel mese di febbraio.”

“Vendute a Chinese New Year’s!”
Quello che mi piace fare è stare ad un passo da una folla, giocare insieme e lì mi danno i loro soldi.”
Joe Ades morì il 1 febbraio 2009.
La sua filosofia era che una piccola quantità di denaro si costruisce rapidamente”, ha detto la figlia Ruth.

Ha venduto decine di migliaia di pelapatate.  Fate i conti!

Lui lo ha fatto anche per me, in modo che avessi potuto frequentare la Columbia University.
“Qual è stata la chiave del successo di tuo padre?”  Le hanno chiesto.

“Tenacia e pazienza”, è stata la risposta di Ruth.
Ruth ora ha deciso di seguire le orme di suo padre. A casa ci sono ancora scatole di pelapatate.

“Sono tutti confezionati, vengono dalla Svizzera. Papà li ha importati direttamente da sè” dice Ruth.

“Mi sento molto vicina a mio padre quando lo faccio.”

“Voglio dire, mi rende triste che lui non è qui. Penso spesso quando lavoro che il mio papà, sia lì in piedi alla periferia della folla, a guardarmi.”
“Papà mi diceva ‘Perchè non vuoi imparare a vendere i pelapatate?’

‘Perché qualcuno dovrebbe essere in grado di sostituirti’. – risposi –

Questo è il mio grande rimpianto: non aver imparato il pelapatate quando era vivo, e, sai, avremmo potuto lavorare insieme.

‘Sì, lo farò papà, quando sarò pronta.’ ”

Ora Ruth è pronta.

Nel giardino della vita, grandi cose possono crescere da piccoli inizi… a condizione che vengano coltivate costantemente…

È per questo che Joe da prima dell’alba ogni giorno spingeva il suo carretto di pelapatate per le strade.

E un giorno, un tizio  gli chiese:

“Non ti prendi mai una vacanza?” con il passo veloce per stargli accanto.

Joe rise e rispose:  “La vita è una vacanza! Ogni giorno è una vacanza.”

E aggiunse: “Penso che il segreto della felicità. Non sia solo poter fare quello che ti piace, ma amare ciò che fai. ”

Ora goditi un video di Mr. Ades in azione
che coglie l'essenza
di questo affascinante professionista di vendita.
Guarda e impara, controlla la ragazza
che era in piedi in lontananza.
Non appena ha interagito con il pubblico
è stato agganciata.
Imparare il mestiere.
Buone vendite!
Sandro
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